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20/11/2013 - Giornata Internazionale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Occhibelli   

Giornata Internazionale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza

 *www.operationsmile.it

* www.kiwanis.it

* www.azzurro.it

* www.unicef.it

E tanti Altri......

L’umanità deve all’infanzia il meglio di ciò che ha da offrire“ Queste le  parole pronunciate a New York, il 20 novembre 1989, dall’allora Segretario Generale Kofi A. Annan, di fronte al’Assemblea delle Nazioni Unite, nel giorno che decretò l’approvazione della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

Una decisione storica, eppure solo un piccolo tassello nel lento e graduale cammino verso il riconoscimento dei diritti umani dell’infanzia. La prima Dichiarazione dei diritti del fanciullo (altrimenti nota con il nome di “Convenzione di Ginevra”) fu redatta nel 1924 dalla Società delle Nazioni Unite, in seguito alle devastanti conseguenze prodotte dalla Prima guerra mondiale. Essa fa riferimento alla preesistente Carta dei Diritti del Bambino, scritta nel 1923 da Eglantyne Jebb, dama della Croce rossa, e fondatrice di Save the Children. Successivamente, con l’istituzione dell’ONU, la dichiarazione è stata approvata il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989, nacque così la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia cui aderiscono oggi 193 i paesi al mondo, tra i quali, dal 27 maggio 1991, anche l’Italia.

I diritti garantiti dalla Convenzione sono raccolti in un documento onnicomprensivo senza distinzioni né suddivisioni, poiché ogni articolo è di uguale importanza, indivisibile, correlato agli altri e interdipendente. La Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia rappresenta altresì il primo strumento di tutela internazionale che sancisca nel proprio testo le diverse tipologie di diritti umani: civili, culturali, economici, politici e sociali, nonché quelli concernenti il diritto internazionale umanitario. Esso recita in apertura «ai sensi della presente Convenzione si intende per bambino ogni essere umano avente un’età inferiore ai 18 anni» e prosegue mettendo in luce dibattiti e compromessi riguardo alla protezione del bambino prima della nascita.

I quattro principi fondamentali della Convenzione sono:

Principio di non discriminazione: – sancito all’art. 2 – impegna gli Stati parti ad assicurare i diritti sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori;

Superiore interesse del bambino: – sancito dall’art. 3 – prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente;

Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo: – sancito dall’art. 6 – prevede il riconoscimento da parte degli Stati membri del diritto alla vita del bambino e l’impegno ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo;

Ascolto delle opinioni del bambino: – sancito dall’art. 12 – prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale.

 

L’anniversario di quella storica decisione cade oggi, 20 novembre, data in cui il mondo intero celebra la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ma nonostante il generale consenso sull’importanza dei diritti dei più piccoli, ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nel nostro Paese, sono vittime di violenze e abusi, vengono discriminati ed emarginati, o vivono in condizioni di grave trascuratezza. Associazioni come Unicef e Telefono Azzurro svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio  e da anni promuovono campagne internazionali affinché la tutela dell’infanzia sia realmente garantita su scala mondiale.

Si chiama #ilmiodirittoè la grande campagna lanciata quest’anno da Telefono Azzurro: in un mondo sempre più sordo e distratto rispetto a quelle che sono le richieste e i bisogni dell’infanzia, l’associazione ribalta la prospettiva e ridà voce direttamente a loro, ai ragazzi.  Attraverso la pagina Facebook, l’account Twitter e il canale YouTube dedicato sarà oggi possibile seguire l’hashtag #ilmiodirittoè. Le testimonianze raccolte  verranno inoltre portate all’attenzione della politica durante la giornata “Il mio diritto è. Le nuove sfide per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” organizzata oggi alla Camera dei Deputati. «I dati raccolti da Telefono Azzurro e Eurispes negli ultimi 13 anni», sottolinea il presidente dell’associazione Ernesto Caffo, «evidenziano come nel nostro Paese i diritti dei bambini e degli adolescenti non siano ancora pienamente rispettati e molte delle leggi a tutela dell’infanzia non trovano ad oggi piena attuazione; uno scenario ulteriormente condizionato da quanto inserito nell’ultima legge di stabilità, che si propone di tagliare di quasi il 30% del Fondo nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza: da 40 a 28 milioni. Per questo motivo, Telefono Azzurro lancia un appello con una serie di richieste di azioni urgenti per la tutela e i diritti dei minorenni, invitando tutte le istituzioni ad impegnarsi formalmente per realizzarle, in quanto troppi bambini e bambine, in Italia e nel mondo anche attraverso la “Rete”, sono vittime di maltrattamenti e sfruttamento sessuale e coinvolti in situazioni drammatiche, non solo di bullismo, che li inducono a manifestazioni di disagio estremo”.

Anche UNICEF scende in campo per la promozione della Giornata Internazionale per l’Infanzia e, con oltre 100 eventi pubblici in programma, intende in particolare richiamare l’attenzione sul diritto alla cittadinanza quale premessa per l’esercizio di diritti fondamentali per tutti i minorenni. Verranno promosse oggi manifestazioni, iniziative, marce, seminari, laboratori e diverse cerimonie con il conferimento della cittadinanza onoraria ai minori di origine straniera nati e/o che vivono sul territorio, come atto simbolico volto all’inclusione e alla tutela del diritto di tutti i bambini alla non-discriminazione. Al suo fianco, ANCI coinvolgerà il maggior numero possibile di Comuni su due diversi fronti: l’approvazione di una Delibera comunale che disponga il conferimento della cittadinanza onoraria nell’ambito della Campagna dell’UNICEF Italia “IO come TU” e l’adesione alla catena umana organizzata dai Comitati regionali e provinciali dell’UNICEF che oggi, 20 novembre, unirà simbolicamente da nord a sud tutta l’Italia sul tema della cittadinanza. Una catena umana che in ogni città si farà portavoce dei messaggi della Campagna: non discriminazione, pari opportunità, eguaglianza dei diritti di TUTTI i minorenni, tutela del superiore interesse del minore, ascolto e partecipazione dei bambini e dei ragazzi.

Quasi un milione di minorenni di origine straniera vive in Italia e di questi oltre la metà sono nati nel nostro Paese. Abbiamo deciso di promuovere in occasione del 20 novembre una “catena umana” per richiamare l’attenzione sull’uguaglianza dei diritti di tutti i minorenni, prestando particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, come i minorenni di origine straniera in Italia e alla riforma della legge 91/92 sulla cittadinanza, perchè sia orientata ai principi cardine della Convenzione sui diritti dell’Infanzia”. Questa la posizione di Unicef Italia espressa dal presidente Giacomo Guerrera; appello cui si unisce la voce di Lucia Ghebreghiorges, rappresentante di Save the children Italia per la campagna “Allarme Infanzia” secondo cui “In Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà. Il 18% dei ragazzi abbandona la scuola e 1 milione e mezzo vive in territori avvelenati. Il 40% dei giovani è senza lavoro e molti non riescono a formare una famiglia o lasciare la casa dei genitori”. Un appello di sensibilizzazione verso la sempre più diffusa situazione di povertà che affligge il nostro paese: “La povertà economica rappresenta la più evidente minaccia al futuro dei nostri bambini, una condizione che i più piccoli ereditano per appartenenza familiare e ancor prima di aver operato qualsiasi scelta. Una condizione che, in un paese segnato da una conclamata immobilità sociale, rischia di pesare come un macigno sulle scelte e sulle opportunità di futuro delle nuove generazioni.” Una lotta portata avanti sotto lo slogan di “Diamo l’allarme tutti insieme. Perché rubare il futuro ai bambini significa rubarlo al nostro paese”.

Fonte: Martina B.


Ps. Alby Occhibelli Condivido Pienamente..... Diamo l’allarme tutti insieme. Perché rubare il futuro ai bambini significa rubarlo al nostro paese


 

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